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Ehrlichiosi, un pericolo per il nostro cane freccegiovedì 20 marzo 2014  



Eherlichiosi, un pericolo serio per il nostro cane, malattia trasmessa dalle zecche, le nemiche della pelle dell’amico a quattro zampe. Le Ehrlichie sono dei microrganismi appartenenti alla famiglia di coccobacilli delle Rickettziaceae. Ne esistono diverse, ma quelle che interessano il cane sono gli agenti eziologici dell’Ehrlichiosi monocitica canina e dell’Ehrlichiosi granulocitica canina, forme batteriche che possono infettare il cane anche contemporaneamente. Il problema sono le zecche, come ormai tutti sanno, per cui è necessario proteggere periodicamente il cane di casa, ma anche i gatti, con gli appositi antiparassitari, in modo da metterli al sicuro dall’infezione.

La trasmissione della malattia avviene attraverso la saliva della zecca, ovviamente se infetta,  e oltre tutto la trasmissione della malattia è possibili anche fino a 155 giorni dopo il distacco della zecca dall’ospite, per cui non basta, in caso di presenza del parassite sul fedele amico, toglierla, bensì è necessario fare in modo che la sua presenza venga scongiurata in partenza, ovvero fare in modo che le zecche non possano attaccare in alcun modo il cane di casa. Oltre alla copertura antiparassitaria, è quindi necessario anche evitare di portare il cane in luoghi che possano essere infestati da zecche. Nella passeggiata quotidiana è quindi opportuno evitare cumuli di foglie secche di legname, erba alta e tutto ciò che possa essere ricettacolo del parassita.

La fase acuta
Se malauguratamente il cane dovesse contrarre l’Ehrlichiosi, dopo un periodo d’incubazione di 8-20 giorni, inizia la fase acuta che può durare da due fino a quattro settimane, periodo durante il quale l’agente patogeno si riproduce nelle cellule del sangue, nei linfonodi e nei tessuti infetti di milza e fegato, condizione che determina un aumento di volume degli organi e linfonodi interessati. Inoltre, le cellule infette, attraverso il flusso sanguigno, raggiungono anche polmoni, reni e meningi dove determinano una infezione dell’endotelio vascolare, con conseguente distruzione delle piastrine; insomma si determina una più o meno marcata anemia. I cani con un sistema immunitario particolarmente efficiente sono in grado di superare spontaneamente la malattia eliminando il parassita, evitando quindi di attraversare una fase acuta o cronica.

L’aver contratto e superato la malattia una  prima volta non mette affatto al riparo il cane da una successiva infezione, per cui è possibile che si possa ammalare nuovamente se punto da zecche infette. Va detto che, allo stato, non esiste nessun vaccino per evitare di contrarre l’infezione, per cui, oltre ad una attenta prevenzione cui si è accennato in precedenza, il solo trattamento possibile è a mezzo terapia antibiotica, anche per lunghi periodi, 20 giorni e più.  Se curato per tempo, l’amico cane riesce a superare brillantemente la malattia.

La seconda forma di Ehrlichiosi, la granulocitica canina, ha caratteristiche differenti dalla prima si manifesta prevalentemente con una poliartrite, per cui i cani infetti manifestano zoppie, rigidità muscolare, dolore, cofosi, riluttanza e quindi difficoltà ad alzarsi e a muoversi, edemi articolari, il tutto accompagnato da febbre quasi sempre presente. Anche in questo caso la terapia antibiotica è la soluzione migliore.

Prevenzione
Ecco quindi che la prevenzione è la migliore arma che si possa avere a diposizione, quella che è necessario mettere in atto per evitare comunque una malattia all’amico cane che, in tutti i casi, come ogni forma patologica o infettiva è sempre meglio evitare. Come detto anche in precedenza, bisogna applicare regolarmente l’antiparassitario, in modo da non lasciare mai il cane scoperto dalla protezione che, giusto per chiarezza, va fatta anche nel periodo invernale, perché non è affatto vero, come credono in molti, che l’inverno sia un periodo dell’anno in cui le zecche non sono attive. Lo sono di meno, ma il rischio esiste sempre.


©  RIPRODUZIONE RISERVATA

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La trasmissione della malattia avviene attraverso la saliva della zecca, ovviamente se infetta,  e oltre tutto la trasmissione della malattia è possibili anche fino a 155 giorni dopo il distacco della zecca dall’ospite, per cui non basta, in caso di presenza del parassite sul fedele amico, toglierla, bensì è necessario fare in modo che la sua presenza venga scongiurata in partenza, ovvero fare in modo che le zecche non possano attaccare in alcun modo il cane di casa. Oltre alla copertura antiparassitaria, è quindi necessario anche evitare di portare il cane in luoghi che possano essere infestati da zecche. Nella passeggiata quotidiana è quindi opportuno evitare cumuli di foglie secche di legname, erba alta e tutto ciò che possa essere ricettacolo del parassita.

La fase acuta
Se malauguratamente il cane dovesse contrarre l’Ehrlichiosi, dopo un periodo d’incubazione di 8-20 giorni, inizia la fase acuta che può durare da due fino a quattro settimane, periodo durante il quale l’agente patogeno si riproduce nelle cellule del sangue, nei linfonodi e nei tessuti infetti di milza e fegato, condizione che determina un aumento di volume degli organi e linfonodi interessati. Inoltre, le cellule infette, attraverso il flusso sanguigno, raggiungono anche polmoni, reni e meningi dove determinano una infezione dell’endotelio vascolare, con conseguente distruzione delle piastrine; insomma si determina una più o meno marcata anemia. I cani con un sistema immunitario particolarmente efficiente sono in grado di superare spontaneamente la malattia eliminando il parassita, evitando quindi di attraversare una fase acuta o cronica.

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La seconda forma di Ehrlichiosi, la granulocitica canina, ha caratteristiche differenti dalla prima si manifesta prevalentemente con una poliartrite, per cui i cani infetti manifestano zoppie, rigidità muscolare, dolore, cofosi, riluttanza e quindi difficoltà ad alzarsi e a muoversi, edemi articolari, il tutto accompagnato da febbre quasi sempre presente. Anche in questo caso la terapia antibiotica è la soluzione migliore.

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